elena maldifassi
Oblivion

Questo progetto prende spunto dall’opera letteraria di Edgar Lee Masters, «Antologia di Spoon River», celebre raccolta di poesie in forma di epitaffi, pubblicata nel 1914. Un testo che si confronta con tematiche come il senso dell’esistenza e delle proprie azioni. Dalle poesie emerge infatti la consapevolezza di come la vita possa essere anche una sorta di cimitero di ambizioni fallite e realtà sofferte.
Tenendo a mente queste riflessioni, la mia ricerca si sofferma sul tentativo di immaginare come potrebbero diventare, nell’immediato futuro, gli epitaffi nel nuovo “villaggio globale”. Se infatti l’uso di massa dei social networks ha già cambiato il nostro modo di comunicare, è lecito chiedersi se non stia mutando anche la nostra idea di lutto e memoria, d’immortalità e mortalità stessa.

This project is inspired by the literary work of Edgar Lee Masters, «Spoon River Anthology», a well-known collection of poems in the form of epitaph, published in 1914. A text that faces with themes like the sense of existence and of one's own actions. From the poems emerge in fact the consciousness of how life can be also a sort of cemetery of failed ambitions and suffered reality.
Bearing in mind these considerations, I focused my research on trying to imagine how, in the immediate future, could become the new "global village" epitaphs. If, indeed, the mass use of social networks has already changed the way we communicate, it is also questionable if it is not even changing our idea of ​​mourning and memory, of immortality and mortality itself.

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